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Void/Echo

LA GILDA DI OSTELRIA

LA GILDA DI OSTELRIA

Dec 20, 2025

La mattina seguente Violet si svegliò per il rumore di un carretto che passava sotto la finestra. Sollevatasi sul letto si stropicciò gli occhi osservando la stava poco familiare. Davanti a lei Nainai dormiva ancora profondamente, accompagnato da un sommesso ronzio.

Lo sbadiglio di Violet fu profondo. Era ancora stanca e avrebbe preferito trattenersi ancora nel letto per riposare, ma il pensiero di quello che aveva davanti la convinse ad alzarsi.

Raggiunto il catino lo riempì travasando l'acqua da una grossa brocca, per poi sciacquarsi velocemente il viso.

Una volta sistemata si rivestì avvicinandosi al letto del compagno.

«Nainai svegliati. È già mattino…»

Il nano aprì gli occhi osservando Violet con un’espressione pacifica. Aiutato il nano ad alzarsi lo aiutò ad indossare l’armatura, preparandosi ad uscire.

«Bene! Per prima cosa ci dirigiamo alla gilda, cosi possiamo registrarci e chiedere qualche informazione. Su andiamo!»

Nainai annuì con il capo in segno d’assenso.

Caricatasi la bora e presa la staffa la coppia uscì dalla stanza.

 

 

 

Scesi al piano inferiore Violet notò che la locanda era di nuovo vuota. Vi era solo Mela, che stava riordinando alcune stoviglie dietro al bancone.

«Buongiorno Mela» La giovane ragazza presa alla sprovvista sobbalzò raddrizzando la coda.

«Wooof! Ehm volevo dire… Buongiorno a te!» Mela si voltò verso di loro sorridente, agitando la coda.

«Spero che i letti siano stati di vostro gradimento»

Violet annuì con un cenno del capo.

«Si, i letti erano davvero comodi»

In effetti nonostante l'aspetto di questa locanda devo dire che il servizio è davvero impeccabile, e poi costa così poco…Che fortuna!

Violet si avvinò al banco aiutando Nainai a sedersi su uno degli sgabelli ed accomodandosi lei stessa.

«Volete mangiare qualcosa?»

Mela aveva appoggiato davanti alla coppia un vassoio con delle grosse fette di pane bianco morbido e due tazze di latte.

«Prego non fate complimenti, è latte fresco!»

Violet ancora intontita dal sonno rimase attratta dal profumo fresco e invitante del latte, spezzando del pane per intingerlo nella tazza.

«Grazie Mela…»

«Avete intenzione di partire oggi?» Mela non li guardava, intenta a strofinare alcuni boccali con un panno.

«No…In realtà io…Noi dovremo fermarci qui in città per qualche giorno temo…»

A quella Parole Mela che rimaneva concentrata sulle proprie stoviglie da pulire drizzò le orecchie cominciando a scodinzolare.

«Avete detto di essere avventurieri e di essere in missione…Siete diretti alla gilda?»

«Si esatto. Sapresti dirmi dove si trova?»

Mela inclinò il capo cominciando a ragionare.

«Mmhh vediamo… non è molto distante. Una volta passata la piazza andate sempre dritti. La gilda è ben visibile dalla strada. Non potete sbagliare!»

«…Grazie»

 Violet rispose alla ragazza-cane con la bocca piena, masticando rumorosamente il pane ammorbidito nel latte tiepido.

«Vorrei pagare ancora almeno per un'altra notte. La stanza è ancora libera?»

A quella domanda Mela colpì il bancone con violenza spaventando Violet che si fece andare il boccone di traverso, rischiando di strozzarsi.

Cavolo! E adesso cosa c'è?

«Sul serio?? Volete fermarvi qui???» Mela era entusiasta.

Nainai seduto di fianco a Violet le dava dei colpetti sula schiena, aiutandola a deglutire.

«Si…Coff…Questa è una taverna no? Ti sembra una cosa così strana?»

«No, in effetti no…»

Violet infilò la mano nella tunica per estrarne delle monete e appoggiandole sul banco.

Un brivido!

Improvvisamente si rese conto che le monete che aveva con sé le davano ancora un po’ di margine, ma non sarebbero sicuramente bastate per una permanenza più lunga, né tantomeno per un lungo viaggio.

La ragazza scodinzolando soddisfatta prese le monete infilandole nel grembiule.

Cavolo, così non va per niente bene. Devo assolutamente trovare una soluzione, altrimenti sono guai grossi….

«Si questa locanda è…Proprio ciò che ci serve…»

E che possiamo permetterci…

Non avevano molte alternative. Erano finiti in una città sconosciuta, dove non avevano nessun contatto e per di più completamente fuori rotta rispetto a quella che era la loro destinazione.

«Davvero?» Mela cominciò a scodinzolare più forte, drizzando le orecchie ed illuminandosi in viso.

«Allora risistemerò la vostra stanza immediatamente»

Mela si sollevò le maniche mostrando il bicipite e strizzando l’occhio.

«Se avete delle richieste speciali per la cena o per qualsiasi altra cosa chiedete pure!»

«Si…Noi… Ti faremo sapere»

Violet alzatasi dallo sgabello si diede una veloce sistemata alla veste per poi legarsi nuovamente al nano.

«Allora noi andiamo. Ciao Mela»

La locandiera alata la mano la agitò salutandoli ed osservandoli mentre si allontanavano.

«A più tardi Violet!»

 

 

Una volta all’esterno Violet si prese un attimo per osservarsi bene attorno.

Ostelria non aveva l’aspetto tipico di una grande città.

Aveva delle mura sì, ma non erano molto alte o imponenti. Le case erano semplici, dai tetti di paglia e costruite per la maggior parte in legno o in pietre squadrate e dall'aspetto grossolano.

Eppure vi era un gran viavai di persone. Guardie, mercanti e piccoli gruppi di persone armate che percorrevano le vie avanti e indietro.

Violet li osservò notandone la sicurezza negli sguardi e la camminata decisa.

Chissà se anche io un giorno entrerò a fare parte di un gruppo come quello…

Gettandosi sulla via cominciò ad attraversare la città sotto gli sguardi incuriositi dei passanti.

«Hey mai hai visto quei due?»

Una ragazza vestita con un’armatura pesante li aveva oltrepassati con il suo party, scoppiando a ridere.

Violet non le diede peso continuando a camminare, concentrandosi su ciò che aveva da fare.

Non fa niente Violet, non farci caso…

Percorrendo le vie passarono davanti a svariati banchetti che esponeva la propria merce.

«Piediniii…piedini fritti!! Veniteeee!! Assaggiate i miei piedini maiale fritti!!!»

Un grosso uomo dall'aspetto suino stava sbraitando per attirare dei clienti.

Violet si ritrovò sommersa da una marea di odori per lei inusuali. Le verdure e la frutta esposti sui banchi avevano un aspetto familiare, ma i tagli delle carni e le spezie con cui venivano conditi sprigionavano aromi intensi che le facevano arricciare il naso.

Ritrovatasi su una via traversa vide molti carretti, mercanti e alcuni Teriantropi di diverse specie che pesantemente bardati percorrevano la via raggruppati e in silenzio, le lunghe alabarde appoggiate alla spalla.

Cosi in questa città sono tutti teriantropi…Non ne avevo mai visti cosi tanti tutti insieme.

Oltrepassata la via Violet si ritrovò finalmente in uno spazio più largo, una piazza. In lontananza dei grossi drappi bianchi che sventolavano sporgendo da un edificio in pietra dall’aria solenne.

Ma quella è la gilda?

I drappi bianchi riportavano due lunghe spade incrociate ed incorniciate in uno motivo argentato simile ad uno scudo. Violet raggiunta la porta ed appoggiata la mano alla maniglia inspirò profondamente, entrando.

L’interno era molto più piccolo di quello della gilda di Giltown, ma era gremito di persone. Vi erano gruppi raccolti attorno a tavoli dove si stavano svolgendo partite di dadi nel fragore generale.

Vi erano cavalieri, maghi, guerrieri, arcieri. Tutti urlavano e tracannavano enormi boccali di birra schiumante. Nel momento in cui Violet fece un passo avanti l’intera sala si zitti improvvisamente, voltandosi a guardarla.

Violet imbarazzata non vi fece caso, continuando camminare per dirigersi verso il bancone, tenendo lo sguardo basso.

Cavolo quanta gente…Fortuna che questa doveva essere una piccola città.

Raggiunto finalmente il bancone Violet sempre tenendo lo sguardo basso si schiarì la voce presentandosi.

«Ehem…Buongiorno!» Violet si rivolse alla ragazza che si trovava dall’altro lato del ripiano.

«Buongiorno…»

La donna che Violet si trovò davanti era un Elfa. Alta e dai lunghi capelli biondi aveva un viso fine e dei tratti piacevoli. Incastonati al centro di essi due bellissimi occhi color zaffiro.

Wow non avevo mai visto un elfo…È davvero bellissima.

«Benvenuti alla gilda di Ostelria. Il mio nome è Elyune…Come posso aiutarvi?»

L’Elfa osservò velocemente Violet per poi rivolgere l’attenzione a Nainai, e alla corda che li teneva legati.

Violet sì affretto ad incalzare la ragazza distraendola da quella vita.

«Noi veniamo da Giltown. Siamo in missione per la gilda e avremmo bisogno di qualche informazione»

La ragazza Elfa rispose parlando piano, ancora osservando il nano che stava alle sue spalle.

«…Giltown dici?» La ragazza lanciò un'occhiataccia a Violet, come se stesse guardando un ladro.

«…Posso vedere la tua pietra?»

Violet portandosi la mano alla veste estrasse la piccola pietra magica dalla tasca porgendola all’Elfa.

Dietro al bancone era spuntata una ragazza gatto con le orecchie e la coda nere, che trasportando dei grossi plichi di fogli si era bloccata ad osservali con gli occhi spalancati. Stava facendo cenno a qualcuno di avvicinarsi.

«Grazie…La controllo subito!»

La ragazza Elfa presa la pietra di Violet sfece sparire le mani al di sotto del banco.

Biiiip

 «Beh…Sembra tutto apposto…»

Dietro l’Elfa oltre alla ragazza gatto si trovava ora anche una graziosa ragazza fata dai capelli e occhi verdi. Tutte e tre li fissavano con gli occhi spalancati.

Cavolo che imbarazzo!

«Ehm. Come dicevo…»

Violet si fece coraggio, riprendendo la conversazione.

«Io...Noi! Come dicevo noi siamo qui per conto della gilda di Giltown» Il tono di Violet si era fatto più secco e deciso.

 Ecco, siamo alla ricerca del sigillo della dea Sigillaria…Avete qualche informazione a riguardo?»

Le tre ragazze si scambiarono degli sguardi perplessi.

«La dea…Sigillaria? E chi sarebbe?»

Ecco lo sapevo…

Violet insistette.

«Sigillaria! La dea dei sigilli del vuoto e…Di un sacco di altre cose…»

L’Elfa incrociò gli occhi cominciando a ragionare sulle parole di Violet, battendosi con un dito sul labbro.

Improvvisamente la ragazza-gatto si fece avanti appoggiando le mani al bancone, rischiando di cadere addosso a Violet.

«Non sarà mica una di quelle leggende che raccontano gli avventurieri??? Una di quelle storie che raccontano quei tipi strambi ed ombrosi che si incontrano di tanto in tanto?» Violet attirata dalla voce della ragazza la guardò riuscendo leggerne il nome, scritto su una targhetta a forma di spilla sistemata alla veste.

Minphy???

La fata unendosi alla discussione cominciò a gesticolare visibilmente divertita, mettendo in mostra la propria targhetta che indicava il nome: Brinna.

«Pensa che l’atra settimana è arrivato un avventuriero che non avevo mai visto. Ha detto di venerare una dea dei lumi di candela, o qualcosa del genere!!!»

…Mi stanno prendendo in giro???

Violet avvertì un tic all'occhio sforzandosi di mantenere il controllo.

«Capito!! Quindi non potete aiutarmi?»

Non mi va di stare qui a farmi trattare in questo modo!

Le tre ragazze che avevano cominciato a discutere animatamente tra loro si bloccarono, voltandosi verso di lei. L’Elfa si inchinò brevemente.

«Ci dispiace. Non abbiamo nessuna informazione in merito a questo sigillo. O a questa cosiddetta… dea del vuoto»

«Grazie lo stesso!!»

Violet digrignava i denti.

Si allontanò dal banco stizzita, accompagnata dagli sguardi delle impiegate.

Maledizione! Nemmeno qui nessuno ha mai sentito parlare di quella dea…Inizio a pensare di essermela immaginata…

Si voltò ad osservare Nainai che la seguiva imperterrito.

No, nano che la seguiva paziente e la copia del contratto nella sua tasca erano reali, non frutto della sua immaginazione.

parkeralexj75
BakaShun

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