La biblioteca accolse April con il silenzio. Non era vuoto. Era gentile. L’odore di pergamena e legno antico riempiva l’aria. Qui, la magia non forzava nulla. Ascoltava.
«In ritardo, April.» disse una voce
Terson non si voltò nemmeno mentre sistemava un volume enorme sullo scaffale più alto.
«Mi dispiace.» rispose lei
«Notte difficile?»
«Più o meno.»
April si mosse tra gli scaffali. Qui era diverso. I libri non resistevano. Non sfuggivano. Un volume inclinato tornò lentamente al suo posto quando lei gli passò accanto. Un altro si aprì appena poi si richiuse. Come se la riconoscessero. Le sue mani si muovevano sicure. Qui non doveva forzare nulla. Bastava esserci.
«Qualcuno deve pur evitare che i tomi di storia cadano e uccidano un cliente innocente.»
Terson sbuffò.
«Solo due questa settimana. Un record.»
April sorrise appena. La porta si aprì. Un uomo entrò con passi tesi. April lo sentì subito. Non con gli occhi. Con qualcosa di più profondo. Frustrazione. Stanchezza. Rabbia. Come una ferita aperta.
«Posso aiutarla?» chiese.
«Cerco un libro… o qualcosa che spieghi come rimediare agli errori.» disse l'uomo
April annuì. Lasciò che quelle emozioni le passassero attraverso. Non erano sue. Tornò con un volume dalla copertina consumata.
«Non parla di soluzioni,» disse piano.
«Parla di qualcuno che ha sbagliato… e ha imparato a non farlo di nuovo.»
L’uomo la fissò. Poi annuì. E se ne andò. La biblioteca sembrò respirare.
«A volte dimentico che non lavori solo con i libri,» disse Terson.
April non rispose. Nel pomeriggio, quando tutto era quieto, provò di nuovo. Una candela. Un piccolo gesto. La fiamma si accese. April sorrise. Per un attimo funzionava. Era allineata. Poi la fiamma tremò. E si spense. April strinse i pugni.
«Grandioso…»
«April?»
Terson la osservava.
«È tardi.»
Fuori, il cielo era già scuro. Camminava lentamente. Ma il pensiero era chiaro.
"Devo andare nel bosco."
A casa, cercò di ignorarlo. Tagliò le verdure troppo precise. Sistemò il tavolo due volte. Non bevve. Il pensiero tornava. Sempre. Nel bosco qualcosa stava aspettando. Il coltello le scivolò dalle dita. Cadde a terra. Rumore secco. April si bloccò. Lo raccolse lentamente. E capì. Non era un pensiero. Era una chiamata. E questa volta non sembrava qualcosa che potesse ignorare.

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