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Kuran no Sekai (Italiano)

EPISODIO 10 — Oltre la Riva

EPISODIO 10 — Oltre la Riva

Feb 04, 2026


Fu un picchiettio leggero a risvegliare Sky.

Qualcosa gli stava tamburellando sulla testa.

Aprì gli occhi a fatica e vide il becco di una rondine che saltellava sulla sua fronte.

Si tirò su di scatto, confuso, e il cuore gli balzò in gola.

Davanti a lui non c’era più l’orizzonte infinito del mare, ma una spiaggia dorata.

Sabbia umida, resti di alghe e, alle sue spalle, una distesa di alberi verde scuro che parevano formare una barriera naturale.

«Shark!» gridò, scuotendo il compagno.

«Svegliati! Siamo arrivati sulla terraferma!»

Shark aprì gli occhi, confuso, e si mise lentamente a sedere.

«Cosa…? Ma dove diavolo siamo?»

Si guardarono intorno. 

La barca era incagliata a riva e, tutt’attorno, non si vedeva anima viva.

Solo vento, sabbia e il fruscio delle foglie.

Scesero barcollando dalla barca, le catene ancora ai polsi che li costringevano a movimenti goffi e dolorosi. 

Camminarono lungo la costa, seguendo l’odore acre che arrivava da nord, finché non si imbatterono in un tubo arrugginito che si immergeva nell’acqua.

Shark si chinò a esaminarlo.

«Un condotto di scarico. Probabilmente, se lo seguiamo, ci porterà verso la civiltà.»

Sky arricciò il naso.

«Mi brucia il naso da quanto puzza. Ma prima dobbiamo toglierci queste manette. Non solo ci impediscono di usare i nostri poteri, ma se ci vedono conciati così penseranno che siamo criminali.»

Si misero al lavoro, tentando disperatamente di spezzarle.
 
Sbatterono i polsi contro le pietre, cercarono spigoli taglienti, provarono a forzarle in ogni modo.

Le ore passarono senza alcun risultato.

Sky, ormai in preda alla frustrazione, continuava a colpire una roccia con tutta la forza che gli restava.

Le mani erano piene di tagli e lividi, ma lui non si fermava.

Shark, sfinito, crollò a terra e perse i sensi.

Poco dopo anche Sky cedette, scivolando in un sonno profondo.

Quando riaprì gli occhi, non era più sulla spiaggia.

Si trovava in un prato sconfinato, avvolto da una luce calda e accogliente.

L’erba era soffice, una brezza leggera gli accarezzava il volto. 

Il cielo sopra di lui era di un azzurro perfetto, attraversato da nuvole candide che scorrevano lente.

C’era qualcosa di irreale.

Troppo bello per essere vero.

«Un sogno?» sussurrò. La voce gli sembrò lontana, come se non appartenesse davvero a quel luogo. 

«Non ne ho mai fatto uno così vivido… che posto è questo?»

Fece un passo avanti.

L’aria cambiò.

Un’ombra scivolò dietro il tronco di un albero vicino, troppo veloce per essere seguita con lo sguardo.

Sky ebbe appena il tempo di irrigidirsi.

Qualcosa lo colpì alle caviglie.

Il mondo si ribaltò.
Il terreno gli piombò addosso, il respiro gli si spezzò nei polmoni.

Sky spalancò gli occhi— 

Si risvegliò di colpo.

Era di nuovo sulla spiaggia, il corpo dolente… ma qualcosa era cambiato. 

Le manette erano spezzate.

«Non ci credo!» urlò, sollevando le braccia verso il cielo.

Sentiva di nuovo il vento tra le dita, il suo potere rifluire nelle vene come una tempesta liberata.

Si affrettò a svegliare Shark, che lo fissò incredulo.

«Sky… come hai fatto?»

«Non lo so!» rise, quasi piangendo di gioia.

«Ma guarda!»

Concentrando una massa d’aria nelle dita, colpì con precisione le catene di Shark, frantumandole.

Shark osservò i polsi liberi, poi scoppiò a ridere.

«Finalmente ci siamo tolti di dosso queste maledette manette!»

Frugò nelle tasche ed estrasse un accendino.

Lo accese e, dalla piccola fiamma, si sprigionò un getto ardente che avvolse la sua mano come un guanto di fuoco.

Sky lo guardò a bocca aperta.

«Quindi… tu controlli le fiamme?»

Shark lo fissò sarcastico.

«Complimenti, genio. Da cosa l’hai capito?»

«Non puoi generarle dal nulla? Ti serve una fiamma di partenza?»

Shark scrollò le spalle.

«Non sono capace… non ancora, almeno. Ma so che dovrebbe essere possibile.»

Poi si guardò intorno, accigliato.

«Comunque, prima di incamminarci, dobbiamo darci una ripulita. Siamo ridotti uno schifo.»

Camminarono più a nord fino a trovare un tratto di mare più limpido. 

L’acqua, però, era gelida.

Shark sbuffò e, senza pensarci due volte, scagliò un fiotto di fuoco sulla superficie.

L’acqua ribollì in pochi istanti, sprigionando una nuvola di vapore.

Sky balzò indietro.

«È bollente, dannazione! Come dovremmo lavarci così?!»

«Basta aspettare che si raffreddi.»

Shark si immerse nell’acqua fumante senza esitazione, immune al calore. 

Sky, invece, dovette attendere qualche minuto prima di tuffarsi.

Quando ebbero finito, con i vestiti lavati e i volti rinvigoriti, si rimisero in cammino seguendo il condotto di scarico.

Oltrepassarono un boschetto e, all’improvviso, si ritrovarono su un’altura.

Davanti a loro si stendeva una città immensa.

Grattacieli di acciaio e cemento si stagliavano contro il cielo, masse scure e irregolari che sembravano sfidare la luce stessa. Tra le loro ombre, un intreccio infinito di strade sopraelevate, passerelle metalliche e binari sospesi pulsava di vita. Luci artificiali tremolavano ovunque, fredde e instancabili, mentre il rumore continuo di motori, sirene e macchinari avvolgeva la città come un respiro meccanico.
Sky si fermò un istante.
Non aveva mai visto nulla di simile.

Rimase a bocca aperta.

«È… gigantesca!»

Gli occhi gli brillavano di meraviglia, come quelli di un bambino davanti a uno spettacolo di magia.

Shark, invece, rimase impassibile.

«Calmati. È solo una città.»

Sky gli diede una pacca sulla spalla.

«Per prima cosa, andiamo a riempirci la pancia. Ho lo stomaco che urla!»

«E come pensi di farlo?» ribatté Shark, aggrottando le sopracciglia. «Non abbiamo nemmeno una moneta. Qui non ci regaleranno nulla.»

Sky lo guardò confuso.

«Come sarebbe a dire? Al mio villaggio ti offrono sempre qualcosa prima di comprare.»

Shark si massaggiò la fronte.

«Ti sembra un villaggio, questo? E non sappiamo nemmeno se è sotto il controllo imperiale. Se lo è, potrebbero già starci dando la caccia. Dobbiamo muoverci con cautela.»

Il sole stava tramontando, tingendo la città di riflessi dorati e cremisi.

I due compagni si fermarono sull’altura, osservando in silenzio quel nuovo mondo.

Non sapevano cosa li aspettasse.

Ma avevano una certezza incrollabile:

nessuno avrebbe fermato il loro cammino verso la creazione del loro Clan.


Next Episode — Il Prezzo degli Errori 

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G. Adam

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Joyboy

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Come le ha spezzate le manette 😱

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