Tra le ombre del bosco, luci evanescenti scintillarono tra le foglie come minuscoli frammenti di stelle cadute. Alcune figure vagavano appena visibili tra i tronchi, ombre leggere che si muovevano senza fretta, come se studiassero ogni suo respiro. Era come se il richiamo antico dei Vene Blu si fosse manifestato in queste presenze: frammenti della magia che l’aveva preceduta, testimoni invisibili della sua nascita e della sua eredità. April sentì un brivido lungo la schiena. Non era paura, ma consapevolezza: non era sola, e il bosco stesso stava riconoscendo ciò che lei stava diventando. E non sempre essere riconosciuti significava essere pronti. Sentì un movimento nel silenzio, impercettibile. La ragazza dai capelli viola avanzava lentamente, con passo leggero come una danza sospesa. I suoi occhi non esprimevano sorpresa, ma curiosità e attesa. Il bosco sembrava riconoscerla, aprendo lo spazio tra tronchi e fronde mentre si muoveva. Il bosco sembrava riconoscerla, aprendo leggermente lo spazio tra i tronchi e le fronde mentre avanzava. La sua presenza era calma, silenziosa, come se il bosco stesso l’avesse attesa. Stava lì, semplicemente, come se fosse apparsa dal nulla, eppure inevitabile. April sentì il cuore fermarsi per un istante. Sapeva, senza capire come, che quella ragazza sarebbe stata parte del suo destino. Il bosco sembrava riconoscerla, aprendo leggermente lo spazio tra tronchi e fronde mentre si muoveva. April riconobbe, senza capire come, la stessa energia che aveva sentito nel riflesso di quella pozzanghera. Piccole scintille di luce danzavano tra gli alberi, come se la magia stessa dei Vene Blu fosse venuta a salutare April. I muschi tremolavano lievemente, le radici sembravano respirare. Ogni battito del cuore della ragazza faceva vibrare l’aria intorno, e per un attimo la foresta intera sembrò in ascolto, attenta e viva. April inspirò a fondo, lasciandosi pervadere da un senso di potenza e responsabilità mai conosciuto prima. Il richiamo antico non era più solo suo: qualcosa o qualcuno la osservava da sempre, legato al destino che il tempo stesso aveva segnato. Il bosco cambiò respiro. Le rune sui tronchi si accesero una alla volta, come se stessero preparando qualcosa. L’aria si piegò in un punto preciso, e April sentì il richiamo mutare, diventando improvvisamente vicino. Le rune erano luminose vibrando sui tronchi intorno a loro. Un bagliore rosa esplose per un istante, facendo danzare ombre che sembravano tentare di afferrarle. Il bosco stesso sembrava in attesa, pronto a reagire al minimo errore. La sconosciuta la osservava con attenzione, come se stesse studiando un enigma affascinante. Sollevò le mani in segno di pace, mentre le rune tremavano sempre di più. Il mondo attorno a loro sembrava distorcersi; un suono stridente, foglie sollevate in vortici, reagiva alla sua presenza. April ebbe la netta sensazione che, se quella ragazza avesse perso il controllo, il bosco non sarebbe esploso. Semplicemente, avrebbe smesso di esistere. Star sfiorò un tronco e il legno si illuminò immediatamente. April ebbe la sensazione che, se quella ragazza avesse pronunciato una sola parola fuori posto, qualcosa si sarebbe spezzato. Non il bosco. Lei. Star si fermò a pochi passi da lei. Per un istante sembrò indecisa, poi allungò lentamente una mano. Non la toccò subito. L’aria tra loro vibrò, come se l’acqua stessa stesse trattenendo il respiro. Quando le dita di Star sfiorarono il polso di April, una scossa lieve le attraversò entrambe. Non dolore. Riconoscimento. April sussultò. Star ritrasse la mano di scatto, come se avesse toccato qualcosa di troppo fragile.

Comments (0)
See all