Non sapeva da quanto stava guardando quella lettera.
Aveva bevuto dell'acqua, si era sistemata i capelli, si era ricomposta al meglio che poteva. Poi si era seduta allo scrittoio e aveva iniziato a fissare l'involucro di carta che avrebbe segnato il suo destino per sempre.
O almeno una delle tre.
Avrebbe dovuto aprirla, leggerla e farla finita. Aveva altre cose da fare che richiedevano la sua presenza, fuori da quella stanza.
Allungò la mano verso la lettera, poi la ritrasse come se bruciasse.
Aprila, si rimproverò mentalmente. No, rispose la parte più codarda di sé.
Sì.
Trattenne il respiro mentre posava la mano sulla busta, la carta sembrava friabile sotto le sue dita. Tremante, l'aprì, spezzando con un'unghia la ceralacca verde scuro raffigurante lo stemma della casa Reale di Terraria, e ne tirò fuori lo spesso foglio al suo interno. Il foglio era pesante, quasi poroso e di un tenue color crema. Sembrava allo stesso tempo una arma pericolosa e completamente innocua.
Mariam scosse la testa e distese il biglietto ripiegato, iniziando a leggere.
Scorse le prime righe velocemente, un noioso prologo di ringraziamenti e commenti su quanto fossero onorati di ricevere una lettera dalla Regina di Orios e blah blah blah.
Era vagamente conscia che lei stessa avesse scritto quelle vuote parole nelle lettere che aveva mandato, ma ora non...
Poi arrivò alla parte che le interessava, la rilesse diverse volte nel tentativo di assicurarsi che avesse capito bene.
Un sorriso le divise in due il viso, tra tutte le piacevolezze scritte spiccava la frase: "...sarei onorato ed emozionato nell'incontrare infine la Regina Mariam Whitmune di Orios, il Re Calis Sunrider di Solis e la Regina Ellenore Greystone di Lapis..."
Era un sì! Sarebbe riuscita a perorare la sua causa, avrebbe avuto anche solo una possibilità di procedere senza rischiare una guerra!
Ridacchiò ad alta voce, sentendosi una sciocca, ma anche molto meglio rispetto a come era stata fino a qualche attimo fa.
Avrebbe dovuto aspettare le risposte di Solis e Lapis, ma si sentì più ottimista ora che la prima lettera era arrivata. Si alzò dalla sedia e si diresse verso la grande finestra a sud della stanza; il sole accendeva di vita tutto ciò che toccava, facendo scintillare le mura di pietra bianca del Palazzo. Osservò il brulicare di persone che si affaccendavano dentro e fuori il castello, la vista dall'alto li faceva sembrare molto più piccoli e indifesi. Era suo dovere proteggerli e guidarli e, forse, ci sarebbe riuscita riportandoli agli antichi fasti.
Le lettere da Solis e Lapis arrivarono alcuni giorni dopo, a poca distanza l'una dall'altra. Entrambe erano simili a quella provenuta da Terraria: parlavano di onore e gioia alla prospettiva di un incontro.
Ma per quanto eccitata Mariam fosse dalla prospettiva di conoscere personalmente quelle persone, sapeva che ci sarebbe voluto molto tempo prima che potessero vedersi faccia a faccia. Ci sarebbero stati i viaggi da organizzare, con le guardie da preparare e ovviamente ci sarebbero stati nobili che avrebbero voluto presenziare.
Non si potevano muovere due Re e due Regine come se fosse nulla, infondo.
Questo significava che il tempo di silenzi e segreti era finito, avrebbe dovuto convocare il Concilio.
Non avrebbe dovuto o potuto dire tutta la verità, ovviamente, ma per ora era essenziale avvisarli del Concilio Illuminato imminente, in modo che le preparazioni iniziassero.
Qualcosa però le diceva che i suoi consiglieri non sarebbero stati felici.
I suoi consiglieri erano furiosi.
La stanza del concilio era invasa da sussurri rabbiosi e facce corrugate. Mariam non aveva dubbio che, se fosse stato permesso loro, ci sarebbero state grida e accuse.
Prima di accorgersene si mosse a disagio sulla sua sedia, poi si immobilizzò e si assicurò che sul suo viso non potessero leggere niente.
Non era certa di cosa dire per calmare gli animi, ma si costrinse ad aprire la bocca per pronunciare qualcosa, qualsiasi cosa, che fossero anche delle stupide cortesie vuote per riempire il silenzio.
In quel momento Lord Virtholm si alzò, richiedendo la parola. Mariam annuì, facendogli segno di procedere. Ignorò la donna dai capelli biondi che si sedeva al suo fianco, quando la notò con la coda dell'occhio.
«Vostra Maestà, perché?» chiese semplicemente con voce calma.
A Mariam, Virtholm era sempre piaciuto e non solo perché fosse il marito di sua cugina. Il lord si era sempre dimostrato un uomo pratico e onesto, poco interessato ai pettegolezzi ma sempre in prima linea quando si trattava di lavoro. E aveva sempre lavorato duramente.
Quindi si sentì addolcire a quella domanda, se qualcuno là dentro meritava una risposta sul perché di tanti segreti questo era certamente lui.
Gli altri lord e lady acquietarono il loro brusio da api arrabbiate e si girarono verso di lei, in attesa. Mariam si sentì come un qualche animale sotto la mannaia di un macellaio, pronta a essere fatta a pezzi.
Doveva calmarsi e prendere in mano la situazione.
«Capisco che il mio comportamento poco chiaro sia fonte di confusione e di questo mi dispiaccio» iniziò adagio, cercando le parole più adatte, ma si fermò quando vide lord Virtholm scuotere la testa.
Mariam annuì nuovamente, passandogli la parola.
«Mi scuso, non intendevo la segretezza. Avrete avuto i Vostri motivi. Volevo chiederle perché convocare gli altri Re. A cosa mai potrebbe servirci?» spiegò Virtholm.
Gli altri consiglieri annuirono e il brusio riprese più forte di prima. Mariam alzò la mano per richiamare la loro attenzione.
«Miei lord, mie lady. Da troppo tempo siamo rimasti divisi, isolati. Conoscere le persone con cui condividiamo questa terra è forse sbagliato?» replicò Mariam.
Non era la completa verità ma neanche una bugia. Non li stava ingannando.
«Ci fa apparire deboli» disse lady Katerina.
Mariam spostò gli occhi su di lei. La donna aveva una lunga chioma di capelli castani e meravigliosi occhi nocciola, era bellissima e, cosa più importante, molto intelligente. La sua intelligenza era usata contro chiunque si mettesse sulla sua strada. Detta volgarmente, quella donna era una specie di tagliagole politica.
Lady Katerina raccolse il favore della maggior parte dei consiglieri, che annuirono la loro approvazione, mandandole sguardi incoraggianti.
Mariam avrebbe voluto segnarsi i nomi di tutti quelli che non avevano dato la loro simpatia a lady Katerina, ma più che contrari a ciò che la donna aveva detto sembravano semplicemente confusi.
«Perché? Cosa ci renderebbe debole? In tutta la storia il Concilio Illuminato è sempre stato un incontro tra popoli. Non c'è debolezza in questo» disse Mariam, sempre mantenendo una tranquillità che non sentiva veramente.
«Con tutto il rispetto, Vostra Grazia, ma conosco la storia. E negli ultimi decenni solo Solis ha richiamato un Concilio Illuminato» parlò un uomo dai lunghi capelli rossi raccolti in una coda.
Lord Naris, rammentò Mariam, era molto amico di lady Katerina. Si speculava fossero amanti.
Ma no, era ingiusta. Era logico che avrebbero avuto i loro dubbi.
Sentì comunque i suoi occhi socchiudersi mentre lo guardava con velato astio.
Lord Naris continuò: «Solis aveva richiesto un Concilio Illuminato in cerca di aiuto. Non abbiamo abbiamo bisogno di niente da loro»
Altri mormorii di approvazione, Mariam vide alcuni gonfiare il petto con orgoglio.
Idioti.
«Non abbiamo bisogno di aiuto» iniziò cautamente Mariam «Ma abbiamo davvero un ego così fragile da rifiutare di incontrare nuove persone per paura di una presunta parvenza di debolezza?»
Stavolta il brusio fu indignato, Mariam sentì solo frammenti di parole come "non abbiamo paura" e "assurdo" e "insulto".
Bene, pensò con macabra soddisfazione, che si sentissero pure insultati.
Aspettò che si calmassero abbastanza da ribattere, i suo cinque lord e le sue cinque lady che avrebbero dovuto consigliarla e non remarle contro.
Quando qualcuno parlò non fu chi Mariam si aspettava.
«Non è il nostro posto discutere i voleri della nostra Regina. Ora abbiamo un Concilio Illuminato da organizzare. Abbiamo la possibilità di mostrare agli altri Regni il valore di Orios» disse Shenya, con tono duro, mentre guardava i suoi pari con un'occhiata di fuoco.
Lord Virtholm annuì la sua approvazione e così fecero un altro lord e un'altra lady da diversi punti del tavolo attorno a cui erano radunati.
Mariam si sentì stringersi il petto all'improvviso sostegno della sua Prima Dama, quando provò a incrociare i suoi occhi però Shenya la ignorò ancora una volta evitando il suo sguardo. A Mariam venne voglia di piangere.
«È deciso, allora. Lord Virtholm vi do il compito di organizzare il viaggio verso Lapis. Vi consiglio di coordinarvi con il capitano Brach, per la Nostra sicurezza»
Fece a malapena in tempo a vedere Virtholm fare un cenno affermativo, gli occhi spalancati dalla sorpresa, prima alzarsi ed uscire dalla stanza.
Non guardò nuovamente verso Shenya.
Faceva troppo male.

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