Le forze di Lapis arrivarono all'alba del giorno dopo.
Mariam era nella sua tenda, finendo di bere l'infuso di rose con ciò che restava della frutta che le era stata donata. I frutti erano maturi, quasi troppo, e aveva le dita impregnate dei loro succhi, ma erano una delle cose più buone che avesse mangiato, dolci come piacevano a lei.
Alla fine lei e Calis avevano deciso di aspettare gli altri due sovrani prima di sistemarsi nella torre. Le stanze erano state già preparate e pulite, pronte per essere abitate, ma avevano convenuto che fosse meglio limitare le possibili offese che potevano essere percepite, che fossero reali o immaginate.
La sera prima, quando il sole aveva iniziato a calare, Calis le aveva mandato una delle donne che Mariam aveva conosciuto il giorno prima, Ayo, per chiederle di cenare insieme. Mariam aveva accettato, sorpresa all'inizio di rivedere il Re prima dell'arrivo di Ellenore ed Arik e dell'inizio del Concilio Illuminato.
Mariam aveva indossato un paio di pantaloni e un corsetto di seta grigia ricamata con motivi bianchi e aveva intrecciato i capelli con una striscia di cuoio grigio. Si sentiva abbastanza elegante, ma anche comoda; sperasse che andasse bene per una cena in una tenda invece che in una sala grande.
Ayo fu un'accompagnatrice deliziosa. Era bassa e con i fianchi larghi, i capelli corti e ricci tenuti lontani dal viso da una fascia di cuoio. Mariam notò la mancanza di trecce, incuriosita. Avrebbe voluto chiederlo a lei ma non voleva rischiare di offenderla. Ayo le fece alcune domande educate, poi, quando sembrò notare l'imbarazzo di Mariam nel risponderle, iniziò a parlare allegramente di cose di poco conto, facendola ridere più volte.
Il suo argomento preferito sembrava essere il suo futuro marito.
«...Allora Sekou toglie la lancia dal collo di quel povero animale e, non ci crederà mai...» le stava raccontando Ayo quando arrivarono alla tenda di Re Calis, dopo aver attraversato l'accampamento di Solis.
Di guardia c'erano due uomini con il tessuto rosso sull'armatura. Soldati, pensò Mariam cercando fare mente locale sui colori delle stoffe. Giallo per i Fratelli del Sole, rosso per i soldati, non era convinta del verde, forse i servi? Occhieggiò la striscia verde sul corpetto di Ayo, pensierosa.
Infine c'era l'azzurro del Re.
I soldati di guardia si portarono i pugni al petto e abbassarono la testa quando la videro, poi uno di loro entrò nella tenda e disse qualcosa, probabilmente la stava annunciando. L'altra guardia iniziò a guardare Brach, alto e altero, la sua armatura di piastre e lo spadone che portava sulla schiena.
Passò del tempo, qualche secondo al massimo, ma fu strano per Mariam dover essere quella che doveva aspettare per una volta. Era piuttosto sicura che non lo fosse mai capitato.
Insieme alla guardia uscì il Re in persona che sorrise raggiante quando la vide e le porse nuovamente il braccio.
«Sono lieto che abbiate accettato» le disse quando Mariam posò la mano sul suo avambraccio.
«Sono lieta che me lo abbiate chiesto» mormorò lei con un cenno di sorriso.
La condusse all'interno tenda e non fece commenti quando il capitano Brach li seguì. C'era un piccolo tavolo al centro con due sedie una di fronte all'altra e una candela accesa nel mezzo.
La fece accomodare al tavolo prima di sedersi lui stesso.
«Mi scuso in anticipo per non poterle offrire di più, ma le assicuro che le serviranno il meglio di ciò che abbiamo» le disse con sembrando sinceramente dispiaciuto.
«Capisco la situazione in cui ci troviamo, sono solo contenta di poter dividere questo pasto con voi. Anzi mi piacerebbe ricambiare, se ne abbiamo il modo» rispose Mariam con il suo miglior sorriso.
«Mi piacerebbe! Spero che mi permetterà di rimediare in ogni caso, se avete intenzione di visitare Solis. Bevete vino?» fece cenno a una donna di avvicinarsi per versare il vino nei bicchieri di latta che portò con sé.
Mariam annuì e si prese del tempo per sorseggiare il vino prima di rispondere. Era corposo e aveva un sapore più forte di quello che beveva a Orios, ma era buono.
Rifletté sull'invito. Era stato il suo piano dall'inizio visitare Solis, quindi la proposta di Calis le fece molto piacere. Ma c'era un grande problema.
«Accetto volentieri la vostra offerta. Mi auguro sia ancora valida alla fine del Concilio»
Calis bevve un lungo sorso, sembrando pensieroso, come se stesse decidendo cosa dire.
Mariam si sentì irrigidire, Calis le aveva fatto da subito una buona impressione e si era rivelato simpatico e anche divertente, oltre ad essere bellissimo. Consciamente sapeva che quell'uomo le piaceva. Non avrebbe dovuto dimenticare però che era pur sempre un Re e poco di quello che faceva era disinteressato. Era molto probabile che in quel momento stesse riflettendo sulle parole giuste per rabbonirla.
Mariam prese un altro sorso sovrappensiero e dovette trattenere una smorfia. Quel vino era davvero forte e avrebbe dovuto fare attenzione e assicurarsi che non le desse alla testa.
Calis la guardò al di sopra del suo bicchiere, d'un tratto serio in un modo in cui non lo aveva mai visto in quei pochi istanti insieme.
«Posso confidarle un segreto?» le chiese lentamente senza staccare gli occhi dai suoi.
Mariam annuì, incerta.
«Avrei chiamato io il Concilio se non l'aveste fatto voi. Sono sicuro che sapete che gli ultimi Concili sono stati indetti da Solis» si fermò come se aspettasse una sua risposta e Mariam annuì di nuovo «Pensate già che siamo deboli, bisognosi di aiuto. L'impressione sarà diversa considerato che la convocazione è da parte di Orios»
Oh, pensò Mariam. Pensò di chiedergli il perché, ma lo sapeva già. La desertificazione di cui le aveva parlato Shenya, il modo in cui la sabbia inghiottiva sempre più terreno. Il solo pensiero era terrificante e si chiese come stessero reagendo a Solis, se il problema era così grave da richiamare un Concilio. All'improvviso le sue ragioni sulla Magia le sembrarono ridicole, infantili.
Almeno aveva aiutato qualcuno.
Calis le sorrise gentilmente ma con occhi diventati tristi.
«Qualsiasi accada durante il Concilio, le sono debitore, mia Regina»
Mariam annuì con forza e forse avrebbe dovuto preoccuparsi se fosse tutta una specie di recita per guadagnarsi la sua fiducia, ma sembrava così sincero. Sapeva inoltre che le sofferenze del popolo di Solis erano reali.
Non le sarebbe piaciuto essere usata, questo no, ma era davvero malvagio cercare di convincere potenziali alleati ad aiutare le proprie persone.
Lei più di tutti sapeva cosa significasse il detto "il fine giustifica i mezzi".
Non era la stessa cosa che aveva fatto a Shenya.
Il pensiero le fece rivoltare lo stomaco e prese un sorso di vino per calmarsi.
«Avete mai provato le frittelle con formaggio di capra e marmellata di gelsi che facciamo a Solis?» le chiese cambiando improvvisamente discorso e facendo cenno alla donna di prima.
Mariam deglutì, poi sorrise nel suo modo migliore e scosse la testa.
«Ah, allora dovete provarle! Attenzione, sono un po' speziate. Vi piace il piccante?» continuò Calis ritrovando il sorriso solare.
«Non usiamo molto il peperoncino a Orios» rispose Mariam guardando il piatto che le era stato messo davanti.
Le frittelle sembravano... Strane. Avevano una forma imprecisata ma almeno erano di un bel colore dorato. Su un lato del piatto c'era del cremoso formaggio dall'odore pungente e accanto una densa marmellata nera con dei puntini rosso scuro. Non avevano un aspetto invitante.
Qualcosa dovette apparire nella sua espressione perché Calis rise e con un gesto esperto intinse una frittella prima nel formaggio e poi nella marmellata prima di prenderne un morso. Mariam si morse l'interno della guancia e si rimproverò per aver lasciato che la leggesse così facilmente. Sperò che Calis non la considerasse troppo esigente.
Raddrizzò le spalle e seguì l'esempio del Re, intingendo la propria frittella nei propri contorni, prendendo poi un grande morso. I sapori le esplosero in bocca, il salato della frittella e del formaggio si sposavano perfettamente con la dolcezza della marmellata. Si lasciò sfuggire un verso di apprezzamento che fece ridere ancora Calis. Poi venne il piccante, le bruciò la lingua in un modo che non aveva mai provato, facendole andare il boccone di traverso e si sentì soffocare.
La sua mano corse verso il calice di vino e ne bevve un lungo sorso, dando colpetti di tosse nel tentativo di mandare giù il cibo. Cercò di essere il più discreta possibile ma Calis parve accorgersene e le riempì di nuovo il bicchiere, guardandola preoccupato.
«Troppo piccante?» le chiese quando la situazione sembrò essersi calmata.
Mariam annuì, mortificata, sentiva che si stesse rendendo ridicola. Ma Calis sembrò solamente sollevato e le sorrise nuovamente.
«Altro segreto: le spezie sono nel formaggio, prova con solo la marmellata» le sussurrò con fare cospiratorio.
Mariam ci riprovò, prese una nuova frittella e la intinse nella marmellata. I sapori furono meno intensi a causa della mancanza del formaggio, ma la dolcezza era a dir poco squisita.
«Buonissimo» mormorò con la bocca ancora piena, coprendosela con la bocca mentre masticava. Vagamente sapeva che non era buona educazione ma il sorriso raggiante di Calis glielo fece dimenticare.
Continuarono a mangiare e parlare. Parlarono tanto, di Solis e di Orios, del cibo e del vino. Di cose innocue ma che li fecero ridere e bere.
Forse Mariam bevve un po' troppo e alla fine, nel bel mezzo della notte, quando decisero di finire la serata, si sentiva la testa leggera. E ridacchiava.
Quando uscirono fuori dalla tenda, Calis le teneva un braccio sulla vita aiutandola a tenersi in piedi. Il capitano Brach, che era appostato fuori aspettando che Mariam uscisse, balzò in avanti allungando le braccia per afferrarla ma Calis scosse la testa.
«Vi accompagno» sussurrò, stringendo la presa e iniziando a camminare verso l'accampamento di Orios.
Brach strinse i denti ma annuì e prese a seguirli. La notte era accesa dai fuochi dei falò accesi per tenersi al caldo, uomini e donne che bevevano e parlottavano tra loro.
Arrivarono alla tenda di Mariam, lentamente e barcollando, la mano di Calis rimase calda e pesante, premuta contro il suo fianco.
«Scusatemi, mio Re» mormorò Mariam strascicando lievemente le parole.
«Non fatelo, è stato divertente. Voi siete divertente» le disse Calis con un sorriso gentile mentre le toglieva il braccio dalla vita e la passava a Brach.
Mariam sorrise radiosa. Nessuno le aveva mai detto che era divertente, neanche Shenya.
Calis le fece un mezzo inchino giocoso poi si girò per tornare nella propria tenda. Poco prima di scomparire nel buio si girò a guardarla da sopra la spalla, il sorriso ancora presente sul suo volto.
Mariam gemette ed entrò nella propria tenda, sempre sostenuta da Brach, che la fece sdraiare tra le coperte. Chiuse gli occhi immediatamente, pensò vagamente di come si sarebbe pentita il giorno dopo e si addormentò.
Brach si piazzò davanti alla tenda e si preparò alla lunga veglia.

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