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Vortex - la storia di un ritorno

Silenzi

Silenzi

Apr 03, 2023

─── ・ 。゚☆: *.☽ .* :☆゚. ───

Ci fu un momento, durante il sonno, in cui Craig sentì freddo. Durò pochi attimi, non abbastanza per svegliarsi completamente, poi quella sensazione svanì. Quando riaprì gli occhi, diverse ore dopo, si accorse che stava abbracciando il cuscino; si guardò intorno, ancora intontito. Era sicuro di essersi addormentato con Alex, ma di questi non c’era traccia: non era accanto a lui, né nel letto, né sulla poltrona. Non poteva credere di aver sognato tutto, anche il loro amplesso: era stato così intenso che non era possibile che lo avesse soltanto immaginato. Si sentiva perfino indolenzito, come era normale che accadesse dopo quanto accaduto... e controllando sotto le lenzuola, aveva constatato di esser ancora nudo. Non sapeva perché si fosse aspettato di trovare Alex ancora lì, lo aveva dato per scontato e in realtà non aveva senso che lo facesse. Controllò l’orologio: erano le sette di sera; forse Alex era dovuto andare al lavoro, per questo non era rimasto al suo fianco. Finì con il darsi dello stupido per esserci rimasto male e decise di doversi dare un contegno: da quando era arrivato sull’isola si stava comportando in modo molto diverso da come era di solito, era diventato estremamente emotivo, e questo non lo aiutava a affrontare lucidamente le situazioni.


Si sentiva di nuovo completamente in forze e aveva diverse cose su cui voleva far chiarezza. Si mise a sedere, con i piedi nudi sul pavimento e i gomiti poggiati sulle ginocchia, prendendosi la testa fra le mani per qualche istante per raccogliere i pensieri. Dopo qualche istante, con un sospiro, si alzò in piedi, raccolse i pantaloni della tuta dalla poltrona su cui erano finiti e cercò nello zaino un cambio pulito; prima di tutto aveva bisogno di una doccia, poi di un caffè e anche qualcosa di solido da metter sotto i denti: aveva fame. Con cautela si era tolto le fasciature sul petto e aveva scoperto che non vi era più traccia della ferita, tranne che per una porzione più chiara sulla pelle in corrispondenza dello sterno. Si concesse una lunga doccia calda e mentre si rivestiva vide nello specchio i segni che gli aveva lasciato Alex: lividi dove erano affondate le sue dita forti, o i suoi denti. Piccoli marchi, tracce del suo passaggio. A volte sapeva esser un vero animale, si ritrovò a pensarlo con un leggero sorriso compiaciuto, perché l’idea di riuscire a fargli perder il controllo a tal punto era decisamente lusinghiero per lui; quando si rese conto che stava pensando a queste cose come se le avesse sempre sapute, si irrigidì per la sorpresa. 

Finì di vestirsi, si sistemò i capelli e si decise a uscire dalla stanza per andare a caccia di qualcosa di commestibile. Nella casa aleggiava un buon odore di cibo e adesso era il suo stomaco vuoto a avere la meglio sui pensieri e sui ripensamenti. Avvicinandosi, sentì un chiacchiericcio allegro provenire dalla cucina; riconobbe le voci di Maude, di Gal, di Sweeney… E anche di Alex. Prese un gran respiro, mise su la sua migliore faccia da schiaffi e entrò nella stanza, cercando con lo sguardo proprio quest’ultimo. Nel momento stesso in cui varcò la soglia, si ritrovò addosso quattro paia d’occhi e per una frazione di secondo calò il silenzio; incrociò lo sguardo di Alex, fece per dirgli qualcosa, ma il pompiere lo ricambiò con tanto distacco che si sentì morire le parole in gola e assalire dalla rabbia, di nuovo. Maude, come se avesse intuito qualcosa, si frappose tra loro e gli andò incontro con il solito sorriso materno «Craig! Stai meglio! Hai fame, scommetto... Sweeney metti una ciotola in più a tavola. Gal, prendi il sidro.»
La donna aveva preso Craig per le spalle, lo aveva spinto dolcemente verso la sedia, travolgendolo con le proprie attenzioni mentre dispensava ordini a destra e a manca; gli altri eseguivano come bravi soldatini, riempiendolo di domande su come si sentisse e prendendolo anche un po’ in giro per quanto aveva dormito. Tutti tranne Alex, il quale aveva preso una mela dal cesto della frutta e dopo aver fatto un breve cenno a Maude aveva lasciato la stanza senza dire nulla. Craig lo seguì per un momento con lo sguardo, la fronte aggrottata e i muscoli tesi: il pompiere lo stava palesemente evitando e questo gli faceva rabbia. «Lascialo andare» Maude gli aveva sussurrato all’orecchio, approfittando del fatto che gli altri erano distratti dai preparativi per fare in modo che anche lui avesse la sua cena. Craig serrò i denti, ma alla fine annuì, lasciando perdere come la donna gli aveva consigliato; quindi, docilmente si lasciò coinvolgere dall’atmosfera calda e allegra di quella strampalata famiglia.


Evitò di parlare di quanto aveva sognato: voleva restare solo con Maude per farlo, anche perché non era facile portare avanti una conversazione sensata o seria in quel momento; Sweeney era sempre stralunato, faceva discorsi a metà, dimenticandone una parte e esponendo il resto all’apparenza senza alcun senso logico. Eppure Craig osservandolo aveva compreso che la difficoltà del ragazzo era unicamente nell’esprimersi, non nel comprendere. Gli sembrava molto sensibile e intelligente, solo parecchio distratto. Gal era un insicuro, invece. Molto più giovane di Maude, dipendeva molto da lei: le rivolgeva lo sguardo ogni volta che apriva bocca. Inoltre, quando parlava, arrossiva; però non era silenzioso e anzi era chiaro che stesse cercando di mostrarsi amichevole e affabile per mettere Craig a proprio agio «Sono contento che sei guarito così in fretta.» il giovane gli versò altro sidro, facendo quel commento «è stato Alex, è lui che sa...» «Sweeney, finisci la tua zuppa, altrimenti dopo ti lascio tutti i piatti da lavare.» Maude aveva interrotto il figlio e non aveva dato tempo a Craig di elaborare quella mezza frase, rivolgendosi direttamente a lui per distrarlo «Stavo pensando che domani potresti iniziare a fare qualche prova di combattimento.» gli propose «Credo che sia un bene che impari prima possibile a usare i tuoi poteri, considerata la situazione». Craig annuì, con decisione «Certo, va bene.» ormai era certo che non sarebbe riuscito a tornare in America come se nulla fosse accaduto; quindi, gli stava bene di rimanere e andare fino in fondo a quella storia.
«Ottimo, allora. Lo dirò a Alex: è lui che si occupa di queste cose.» Craig questa volta esitò, irrigidendosi di nuovo. Ma cercò di non darlo a vedere. Un misto di emozioni contrastanti gli si agitavano dentro al petto: se da una parte aveva il desiderio di restare solo con Alex per parlargli, dall’altra, soprattutto dopo la “fuga tattica” di quella sera, non era sicuro si trattasse di una buona idea «Deve essere lui a insegnarmi? Non può farlo Gal?» sforzandosi di usare un tono il più casuale possibile, si voltò a guardare il fratello di Maude, il quale ricambiò il suo sguardo con occhi spalancati «Sei anche tu un guerriero, giusto?» aveva insistito Craig; l’altro scosse il capo «No… Io sono solo una sentinella… So combattere il minimo indispensabile e non ho esperienza… Prima dell’altro giorno avevo partecipato soltanto a qualche piccolo scontro di poco conto... E poi...» «Può farlo soltanto Alex, non c’è nessun altro in grado di insegnarti.» aveva tagliato corto Maude, sempre con quel tono morbido che accompagnava ogni sua affermazione, correndo in aiuto di Gal. Craig non voleva esprimere ad alta voce il motivo della propria contrarietà, troppo orgoglioso per farlo «È solo che mi sembra molto impegnato» obiettò, senza aggiungere che di sicuro lo era nell’evitarlo. «Può solo Alex, ha ragione mamma. Altrimenti ti avrei insegnato io... Però posso fare i muffin al cioccolato» e con quell’affermazione Sweeney aveva definitivamente cambiato argomento e distolto l’attenzione di tutti da quella storia.

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Yume

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#BL_italiano #ricordi #italiano #sogni #fate #bl #Fantasy #yaoi #mystery

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