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Kuran no Sekai (Italiano)

EPISODIO 1 — Il vento della Libertà

EPISODIO 1 — Il vento della Libertà

Jan 06, 2026



Prologo – Le Radici del Sangue

Tre millenni fa, il cielo si squarciò.
Un meteorite infuocato si abbatté sulla terra, colpendo il piccolo villaggio di Bible Church. I contadini e i curiosi accorsero per vedere il cratere… ma ciò che trovarono non era roccia.

Dal cuore del meteorite filtrava una sostanza oscura, un gas vivo che, in pochi istanti, avvolse gli abitanti.
Urla.
Corpi che cadevano a terra, contorti dalla febbre.

La malattia si diffuse come un incendio, divorando il villaggio.

Il Re del regno confinante, temendo una peste, circondò Bible Church con i suoi uomini. Nessuno doveva uscire. Chi provava a fuggire veniva abbattuto dalle frecce prima di varcare le mura.

La condanna sembrava definitiva.

Eppure, qualcosa accadde.

I sopravvissuti al contagio si rialzarono. Non solo guariti… ma trasformati. Le loro mani sollevavano massi, i loro corpi mutavano, i cieli stessi rispondevano ai loro gesti. Era nato un nuovo potere.

Il Re, spaventato, ordinò lo sterminio dell’intero villaggio. Ma le sue armate furono spazzate via da contadini che ora combattevano come divinità.

La comunità si divise: chi desiderava vendetta marciò contro il regno, chi sognava pace cercò rifugio altrove.

Il Re fuggì in segreto, galoppando per giorni verso un regno alleato. Ma la verità viaggiava più veloce di lui. Gli altri sovrani, allarmati, convocarono un concilio. E da quell’alleanza nacque il più grande esercito che il mondo avesse mai visto.

La guerra contro i mutati — i primi Level Up — durò mesi. Alla fine, i paesani furono annientati. I pochi superstiti si dispersero per il mondo, mescolandosi tra la gente comune o formando piccoli clan.

Fu così che nacque l’Impero, guidato dalle famiglie reali unite. Per la prima volta, i popoli senza poteri si sentirono al sicuro.

Ma quella sicurezza sarebbe durata per mille anni.

---

Un uomo di nome Moser si levò dalle ombre. Radunò guerrieri, uomini e donne col dono del potere, e fondò il Clan del Drago Nero. Con la sua forza travolse interi regni e piegò l’Impero stesso.

La sua sete non conobbe confini. Il suo sguardo cadde su Paradise, un’isola circondata da sette mari dalle correnti imprevedibili.

Paradise era abitata da guerrieri straordinari, pacifici ma indomiti.

La guerra fu brutale. Case in fiamme, corpi che galleggiavano sull’acqua, il cielo squarciato dall’energia.

E quando tutto sembrava perduto, un uomo si levò.

Yashur, il più forte di Paradise.

Solo contro l’esercito del Drago Nero, abbatté nemici come onde su uno scoglio. Ma dinanzi a Moser crollò, esausto e ferito.

Fu allora che accadde l’impossibile.

Il suo corpo esplose di luce. La sua energia si trasformò, avvolgendolo in un’aura divina. Con quella forma di pura potenza, Yashur ribaltò la battaglia.

Paradise fu salva.
Moser sconfitto.

Ma l’Impero, temendo il potere incontrollabile di quell’uomo, lo marchiò come nemico pubblico. Yashur divenne ricercato in ogni regno… finché, un giorno, scomparve.

Nessuno trovò mai il suo corpo.
Nessuno seppe mai la verità.

Il suo nome divenne leggenda.

I clan continuarono a nascere, a combattersi, a inseguire il suo potere perduto.
E il mondo intero, secoli dopo, trema ancora all’eco del suo giuramento di luce.

---

CAPITOLO 1 — Il Vento della Libertà

Il sole tramontava lento sui campi dorati del Paese dei Mulini a Vento. Tra le strade polverose del mercato, un ragazzo correva ridendo, stringendo tra le mani un piccolo ciondolo.

«Fermatelo!» urlò Marco, un uomo grasso e sudato, il proprietario della casa dei pegni.

Dietro di lui, due guardie armate si lanciarono all’inseguimento.

Il ragazzo era Sky Light.

Sky correva tra la folla, il vento che lo sospingeva come un compagno invisibile. Sotto il sole del Paese dei Mulini, i suoi occhiali scuri riflettevano il cielo terso, nascondendo gli occhi a chiunque provasse a incrociarli.

«Ladro!» urlò nuovamente Marco.

Sky rise, saltando sopra una bancarella con l’aiuto del suo potere.
«Troppo lenti!»

La gente lo fissava incuriosita. Un ragazzino che rideva mentre sfidava le guardie… e quegli occhiali che non si toglieva mai, nemmeno correndo o cadendo.

Da quando aveva memoria, sua zia Mia gli aveva ripetuto lo stesso avvertimento:

“Non mostrarti mai senza. Mai.”

Sky non ne conosceva davvero il motivo. Ma obbediva. Sempre.

Quel ciondolo non era un furto qualunque. Era l’unico ricordo di sua madre, morta quando lui era ancora bambino. L’aveva venduto in un momento di disperazione… e ora non poteva accettare di perderlo di nuovo.

Sky corse fino alla sua fattoria, ansimante ma trionfante.

Appena varcata la soglia, però, mani rudi lo afferrarono.

Le guardie lo stavano aspettando.

«Preso!»

Un pugno lo colpì allo stomaco. Sky sputò sangue, piegato in due.
«Ridate… il mio ciondolo!» gridò, sollevando un braccio.

L’aria esplose attorno a lui in una raffica violenta che scaraventò via uno degli uomini.

Ma l’altro reagì immediatamente. Catene nere si avvolsero intorno al corpo di Sky, serrandolo come un serpente d’acciaio.

«Idiota… credi di essere l’unico con i poteri?» ringhiò la guardia, stringendo la lancia legata alla catena. La punta si avvicinò al braccio del ragazzo.
«Ti taglierò questo, così imparerai.»

«No!»

Una voce femminile ruppe l’aria. Era Mia, la zia di Sky. Si gettò davanti al nipote, implorando:
«Marco! Ti prego, lascialo andare. Ti giuro che ti ripagherò il ciondolo.»

Il mercante scosse la testa.
«Ha osato rubare da me. Qualcuno deve pagare.»

Poi, con un sorriso crudele:
«Un braccio basterà.»

La guardia alzò la lancia.

Sky, intrappolato, digrignava i denti, impotente.

Fu allora che il suono di trombe squarciò il silenzio.

Dal sentiero polveroso arrivava un manipolo di soldati, le divise di colore verde militare e i fucili in spalla, guidati da un uomo dall’aria severa.

L’Impero.

La guardia sbiancò, liberando in fretta Sky. Usare i poteri al di fuori del servizio imperiale era un crimine capitale.

Il comandante scese da cavallo e fissò la scena. I suoi occhi si posarono subito sulle catene ancora fumanti di energia.

«Kabir.»

La sua voce era gelida.
«Sei un ricercato di livello 1.»

«Aspetta! Io—» tentò la guardia.

Ma troppo tardi.

Il comandante sollevò la mano e, dalle sue dita, scaturirono colpi di fuoco che spazzarono via le catene. Kabir cadde a terra, bruciato e sconfitto, prima ancora di poter reagire.

I soldati lo ammanettarono con ceppi di eolite, la pietra maledetta ricavata dal meteorite di Bible Church. L’unico materiale in grado di annullare i poteri dei Level Up.

Sky tossì, ancora segnato dalle catene.

Il comandante lo fissò per un lungo istante, poi si voltò verso Marco e la sua guardia superstite.
«Andatevene. Ora.»

«Ma… lui ha rubato!» protestò il mercante.

Il fuoco guizzò tra le dita del comandante.

Marco abbassò il capo, ingoiando la rabbia, e fuggì senza dire altro.

Il silenzio calò sulla fattoria.

Il comandante si rivolse a Mia:
«Domani verrò a prendere tuo nipote. Ha sedici anni. L’età per servire l’Impero è arrivata.»

Gli occhi di Sky si spalancarono.
«Cosa?!»

«Tutti i Level Up servono l’Impero. Chi rifiuta…»
Il comandante lanciò uno sguardo al corpo incatenato di Kabir.
«…diventa un criminale.»

Mia abbassò lo sguardo, impotente.

Sky, invece, serrò i pugni. Dentro di sé non voleva catene né ordini. Sognava di viaggiare libero, di formare un proprio clan, di seguire il vento.

Il giorno dopo, i soldati tornarono per prelevarlo.

Trovarono solo Mia.

«Non è scappato» disse la donna, fissando i soldati.
«Vi ha solo preceduti.»

E infatti, dall’altura che dominava il villaggio, Sky saltava già oltre il bosco, sospinto dal vento. Il ciondolo al collo brillava, mentre lui rideva con lo sguardo rivolto all’orizzonte.

Era l’inizio della sua avventura.


Next episode — La fortezza sul mare

GGAdam
G. Adam

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Samir ait Said
Samir ait Said

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Che tu possa continuare a brillare, se Dio vuole. Cordiali saluti

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